Quelle tavole di legno…..

Quando la compagnia arriva nel teatro e comincia a scaricare le attrezzature trova il silenzio assoluto, la penombra. All’inizio non si scambia neanche una parola si entra in un luogo dove centinaia di persone hanno calpestato le tavole del palco prima di te: chi più bravo chi meno bravo, ma tutti con la stessa passione.

Subito sei assalito dal profumo, per alcuni odore, tipici di un teatro.
L’odore delle poltrone, del sipario, dei camerini (se ci sono!).

Un odore/profumo che sa di cultura…. di personaggi (non di attori) di tutti i tipi, triste, allegro, spensierato, innamorato.
Tutte le storie del mondo sono passate su quelle tavole.
Uno, due, tre atti, monologhi.

Cominci a misurare il palco, ci staranno le scenografie? Ci devono stare!!
E mentre cammini senti il rumore dei tuoi passi sui legni che scricchiolano e ti accorgi della pendenza, un viaggio verso il pubblico.

Ti fermi al limitare del palco e guardi tutte quelle sedie vuote. Da li a qualche ora saranno riempite. Ti immagini l’applauso. Chi sale sul palco vive dell’applauso, non ci sono storie. Quell’applauso che decreterà se il tuo spettacolo è andato bene o no, se le persone sono state coinvolte.

Apri gli occhi, tiri un bel respiro, ti volti e vedi i tuoi amici, coloro che hanno condiviso e condividono questa bella esperienza e senti che un buon lavoro è stato fatto.

“siete veramente bravi!” ” no siamo amici”

Forza: si va ad incominciare!!!!!

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