Il massaggio infantile

Il massaggio infantile* è un modo per comunicare, un gesto di profondo amore. È un’esperienza rilassante, di apertura e consapevolezza, che crea un profondo contatto tra genitore e bambino favorendo e nutrendo il loro legame.

Il massaggio infantile è un’arte antica, un modo per stare con i propri piccoli, per relazionarsi a essi, per comunicare amore, presenza e rispetto mentre ci si conosce e si impara l’uno dall’altro. Parliamo di rispetto per un motivo preciso: il massaggio inizia sempre chiedendo al neonato il permesso di massaggiarlo. La volontà del bebé è qualcosa che spesso diamo per scontato: lo pensiamo accondiscendente, a volte persino passivo, oppure oppositivo poiché non accetta ciò che noi gli proponiamo; durante il massaggio, invece, i genitori sono invitati all’ascolto e guidati nel prestare attenzione ai segnali che i piccoli inviano, per capire se dicono: “Sì” a questo tocco, se invece il loro corpicino richiama l’attenzione: “Mamma ho fame!”, o si protegge: “Non ora”, oppure ancora si sottrae: “Lasciami dormire”.

Leboyer diceva che il massaggio non è una tecnica ma un’arte: in effetti, è un’arte di comunicazione, la capacità (che si sviluppa con il tempo, nessuno nasce già maestro!) di ascolto del proprio corpo e del corpo altrui, dello stato di rilassamento raggiungibile, del tono, della disponibilità, dei messaggi che possono essere scambiati tramite il canale non verbale. Delle energie che scorrono nei e tra i nostri corpi.
Esiste però anche una tecnica: una sequenza studiata per alleviare i piccoli disturbi infantili e per favorire il benessere, ispirata al massaggio indiano, a quello svedese, alla riflessologia e allo yoga.

Vediamo allora cosa accade in concreto a un corso di massaggio. Quando un genitore arriva a un incontro succede più o meno così: si accomoda per terra, sul tappetino morbido, insieme al suo bimbo o alla sua bimba, scioglie la normale tensione (quella che più o meno tutti sperimentiamo vivendo nel mondo frenetico moderno) parlando un po’ con altri genitori e con l’insegnate, che solitamente promuove un piccolo gioco e un rilassamento.

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Da quel momento la magia inizia: si chiede il permesso al bebé mentre si oliano le mani con un olio spremuto a freddo; se il piccolo è disponibile, si inizia piano piano a massaggiarlo secondo la sequenza, sempre guidata dall’insegnante, che la mostra utilizzando una bambola.
Per tutto il tempo sarà il genitore a massaggiare la propria bambina o il proprio bambino, proprio perché ciò che c’è di più importante è che essi possano comunicare tra loro, e anche se la tecnica non è perfetta, verrà affinata con il tempo, con la pratica, con l’aiuto di chi conduce il corso.
Da questo momento è tutto un gioco di sguardi, di gridolini, di parole, di movimenti, di gesti e carezze: il ritmo piano piano guida la danza tra genitore e neonato e insieme li conduce a uno stato di maggiore quiete, di benessere fisico ma anche interiore.

Certo, a volte il tutto si interrompe: il bebé non ha voglia di essere massaggiato, o magari ne ha voglia solo per un po’.
I piccoli sono la guida e, in qualche modo, i veri protagonisti: sono liberi di esprimere le proprie necessità in qualsiasi momento, sia che abbiano fame, sonno, voglia di giocare o magari solo di essere coccolati tra le braccia di mamma o papà. Per un neogenitore è importante sapere di avere un luogo e un tempo in cui tutto della nuova situazione che si trovano ad affrontare possa essere benaccetto. Persino i pianti strazianti, che a casa a volte risultano veramente insopportabili, qui sono condivisi: i bimbi diventano dei tenori con una potentissima voce e le mamme e i papà trovano sollievo sapendo che, talvolta, capita a tutti di avere un cucciolo che grida così tanto! I genitori imparano che non c’è bisogno di scusarsi: si accetta quello che viene, si conquista uno spazio in cui imparare ad amarci un po’ di più ed essere presenti a noi stessi e agli altri, semplicemente come siamo, anche se c’è qualche difficoltà.

Ecco che allora il massaggio diventa un “tocco che nutre”, un nutrimento affettivo per i piccoli e per i grandi, un contatto sicuramente fisico ma anche psicologico, una possibilità di benessere e uno spazio di libertà all’interno della relazione. L’opportunità per essere semplicemente se stessi, la possibilità di amarsi ed essere amati genuinamente per ciò che si è.

*In questo articolo con la dicitura “massaggio infantile” intendo prettamente quello promosso e diffuso dall’Associazione Italiana di Massaggio Infantile, poiché è quello che conosco meglio e che quotidianamente insegno.
Per informazioni più dettagliate in merito è possibile visitare il sito: www.aimionline.it

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