Per non dimenticare

Per non dimenticare

sulle tracce della grande guerra in Trentino 1914 – 1918

Una vacanza in Trentino intreccia inevitabilmente la storia, la storia della grande guerra. Cent’anni fa la Grande Guerra è passata di qui. E c’è rimasta, segnando indelebilmente il territorio. Il Trentino ha subito il destino di tante altre terre di confine, trasformato in terra contesa e in campo di battaglia.

Ad un secolo esatto dall’inizio del conflitto molti ecomusei studiano, conservano e valorizzano la memoria collettiva di una comunità e del territorio. Custodiscono forti, trincee, cimiteri militari e musei.

La Grande guerra portò la regione al Regno d’Italia, ma il prezzo da pagare fu durissimo. Oltre diecimila morti, senza contare sfollati, feriti e prigionieri vittime della repressione austriaca.

E allora anche in vacanza ci lasciamo coinvolgere in un cammino ideale, lungo il sentiero della conoscenza, che porta dentro la Grande Guerra, come luogo da esplorare per conoscere e rielaborare un messaggio di pace e di coscienza dei valori fondamentali per l’umanità.

Oggi quel percorso che rievoca i giorni difficili di tanti nostri avi è stato ribattezzato «Sentiero della Pace».

Dopo la dichiarazione di guerra dell’Italia all’Austria – Ungheria (23 maggio 1915) anche sulle Dolomiti, dal Passo Rolle al San Pellegrino, dalla Marmolada al Col di Lana, dalle Tofane alle Tre Cime di Lavaredo furono approntate trincee, scavate gallerie, occupate quote fino ad allora impensabili per delle manovre militari e i colpi di cannoni e dei fucili riecheggiano per trenta lunghissimi mesi.

La Marmolada divenne così il più alto campo di battaglia ed uno dei più alti dell’intero fronte dolomitico ed uno dei più alti di tutta la Grande Guerra di tutti i tempi. Essa non si dimostro clemente con chi l’assaliva e la disturbava, e soprattutto in inverno procurò ai soldati immense difficoltà e tribolazioni.

Fu una guerra completamente diversa da quelle combattute sino ad allora. Venne prodotto un gran numero di armi, furono costruiti grandi fortificazioni, combatterono tantissimi soldati; la vita di milioni di donne e bambini subì grandi trasformazioni. Grandi furono le conseguenze sul piano sociale, economico, politico e culturale.

Dal novembre del 1917 il fronte si spostò dalle Dolomiti al Piave e il silenzio tornò finalmente a regnare sulle montagne.

Il ghiacciaio della Marmolada dopo esserne stato geloso custode per quasi un secolo, subendo un forte regresso, ha restituito poco alla volta le testimonianze appartenenti a quei combattenti, che sono oggi custoditi nell’omonimo museo.

Ogni guerra lascia molti segni: case distrutte campi e boschi devastati. Oltre alle macerie rimane anche il dolore per tanti lutti e sofferenze subite dalla popolazione.

Alla fine della Prima guerra mondiale vennero ricostruite le case e le attività ripresero, ma gli effetti di quel conflitto continuano a pesare anche a distanza di molti anni.

E allora per non dimenticare portiamo nel cuore quello che i nostri occhi anno visto e quello che le emozioni ci hanno permesso di vivere con una unica convinzione: la cruda dimostrazione della guerra vuol essere una esortazione alla pace e all’amicizia tra i popoli.

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