Arresto cardiaco

Arresto cardiaco

Un problema di salute pubblica; il DAE la soluzione giusta nel primo soccorso.

Ogni anno l’arresto cardiaco improvviso colpisce circa 300.000 persone negli stati uniti, 700.000 in Europa e centinaia di migliaia in tutto il mondo.

L’arresto cardiaco improvviso colpisce anche i bambini  (5.000 – 7.000 circa negli Stati Uniti) e spesso in occasione di eventi sportivi.

In Italia circa 60.000 persone ogni anno vengono colpite da un improvviso arresto cardiaco: una ogni 8 minuti circa e, nel 70 per cento dei casi, questo avviene nella propria casa, sul luogo di lavoro o in strutture scolastiche e sportive.

Molte vite umane potrebbero essere salvate ogni anno se l’intervento di rianimazione fosse attuato precocemente.
Per ogni minuto trascorso senza alcun intervento di rianimazione, la sopravvivenza si riduce del 7–10%; dopo 2 minuti è all’80%, dopo 5 è al 50% e così via.
Il danno al cervello inizia dopo circa 4/6 minuti. Dopo 10 minuti le lesioni al cervello divengono irreversibili.

In molti casi, l’uso tempestivo del defibrillatore rappresenta l’elemento indispensabile per riattivare l’attività del  cuore.
Un’ampia letteratura scientifica supporta infatti i progetti PAD (Public Access Defribrillation) per la diffusione del defibrillatore semi-automatico (DAE) sul territorio.

Il DAE è uno strumento in grado di erogare una scarica elettrica.  È costituito da un accumulatore di energia elettrica che può essere rilasciata attraverso un cavo ad esso collegato dotato alla sua estremità di placche adesive che devono essere applicate al torace della vittima. La defibrillazione consiste nel far attraversare il cuore da un flusso di corrente continua in pochi millisecondi.

La caratteristica che contraddistingue il DAE è la sua estrema facilità d’uso.
Il DAE, infatti, svolge in maniera totalmente automatica la parte di valutazione, lasciando al soccorritore esclusivamente il compito di applicare gli elettrodi e di erogare la scossa, se necessaria, seguendo le istruzioni .

Quando viene collegato ad una persona non cosciente e che non respira espleta le seguenti funzioni:

  • Avverte l’operatore che sta eseguendo l’analisi del ritmo cardiaco;
  • Esamina automaticamente il ritmo cardiaco della vittima;
  • Determina la presenza di un ritmo defibrillabile;
  • Carica il condensatore per la defibrillazione e attiva il pulsante shock se rileva un ritmo defibrillabile;
  • Avverte l’operatore di premere il pulsante shock e consiglia una scarica;
  • Ripete l’operazione se sono necessarie ulteriori scariche;

Per l’utilizzo del DAE è necessaria una formazione specifica che attraverso lezioni teorico  pratiche insegna come sostenere le funzioni vitali di base e come utilizzare il defibrillatore ( BLSD – basic life support defibrillation).

In alcune realtà dei paesi più avanzati (Inghilterra, Scandinavia, Stati Uniti, Australia) la percentuale della sopravvivenza da arresto cardiaco arriva fino al 40%.

Per ottenere quest’incredibile risultato, in questi paesi sono stati attivati progetti PAD per la diffusione del defibrillatore semi-automatico (DAE) sul territorio.

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