Movimento in gravidanza e percezione di sé

Spesso si pensa che durante la gravidanza sia necessario un riposo quasi assoluto e ogni attività fisica debba essere ridotta a zero. Se un corretto riposo è sempre indicato per mantenere il benessere, la raccomandazione più opportuna per la gravidanza fisiologica (quando si sta bene) è in realtà quella di non fare sforzi o non eccedere nell’attività, ma una buona dose di movimento concorre a mantenere l’organismo sano e ad ossigenare i tessuti, oltre che a preparare il fisico in vista del parto.

Quindi perché fare movimento in gravidanza? Se lo chiedete alle future mamme, solitamente vi diranno che lo fanno per mantenersi in forma ed evitare i piccoli disturbi legati al periodo (per non ingrassare, contro dolori di schiena, gonfiore e crampi) o in generale per sentirsi bene, agili e in forma anche mentre il pancione cresce. Qualcuna fa movimento proprio per sentirsi più sicura e prepararsi al meglio al parto (per capire come respirare e per imparare movimenti e posizioni che possano esser usati in travaglio) oppure per rilassarsi e stare insieme ad altre donne in attesa. Emerge da queste risposte un’idea ancora abbastanza strumentale del movimento, anche se sicuramente collegata alla sensazione di maggiore benessere acquisito. Certo, è vero che fare movimento in gravidanza allevia le tensioni e lo stress fisico, aumenta flessibilità e tonicità, migliora la circolazione, aiuta a mantenere sano il corpo prima e a garantire un più rapido recupero dopo il parto, aumenta il livello di energia e permette di raggiungere un buono stato di rilassamento, ma esiste un aspetto secondario, altrettanto importante, che può essere considerato.

Il movimento aiuta a potenziare la percezione e la fiducia nel proprio corpo, a conoscere meglio i cambiamenti fisici e le sensazioni derivanti; pensate a un bambino che inizia piano piano a muoversi, ad afferrare e lanciare, a stare seduto: egli impara attraverso il movimento come adattare le proprie azioni alle necessità dell’ambiente esterno e attraverso esse esplora e sperimenta il mondo. Lo stesso avviene in gravidanza, quando il baricentro e la forma fisica mutano, ma anche le emozioni e le sensazioni derivanti da un corpo in cambiamento e i pensieri proiettati nel futuro mettono alla prova la percezione che la donna ha di sé e delle proprie capacità.

Attraverso il movimento perciò le donne possono sperimentarsi in relazione a diversi compiti e aspettative, questa può essere la modalità per iniziare ad ascoltare ciò che sta dietro le semplici azioni, rivelando loro qualcosa di se stesse e della propria identità. Iniziare un percorso di movimento, allora, oltre a far bene al corpo può essere uno spunto per cominciare un cammino alla scoperta di sé, proprio mentre si attende di esser pronte a conoscere l’altro più importante: il proprio bimbo.



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